L’Open Access e la Comunicazione Scientifica: gli Archivi Aperti e le Riviste Digitali

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Si è tenuto giovedì 1 dicembre 2016 alle ore 11 presso il Campus UMG di Catanzaro, Aula G8, Edificio Bioscienze – Livello I, il Convegno “L’Open Access e la Comunicazione Scientifica : gli archivi aperti e le riviste digitali” 

Riviste Elettroniche ad accesso aperto

E’ un modello di editoria elettronica, sostenibile e alternativo a quello tradizionale in abbonamento a pagamento. Si tratta di riviste scientifiche peer reviewed, spesso con ottimi indici di Impact Factor, senza alcun abbonamento per il lettore, consultabili in rete gratuitamente e liberamente.

Un periodico digitale  ad accesso aperto viene indicizzato dai motori di ricerca e quindi ha ampia visibilità sul web:  anche per questo la creazione di riviste accademiche online ad accesso aperto  a basso costo viene oggi individuata come una delle strategie più efficaci per favorire una diffusione più ampia della ricerca universitaria, con il vantaggio della riduzione dei costi e della massimizzazione dell’impatto.

Il nostro obiettivo è fornire un servizio di supporto per le strutture dipartimentali e di ricerca di Ateneo che progettano la fondazione di una rivista elettronica ad accesso aperto o hanno in programma la trasformazione in digitale ad accesso aperto  di un periodico già esistente in versione cartacea.

L’evento è finalizzato, tra l’altro, all’acquisizione di nuove competenze e nuovi strumenti operativi nell’ambito dei processi di progettazione, configurazione e gestione di riviste on-line prodotte dalle strutture dell’Ateneo.

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Archivi Istituzionali Open Access: I Repositories

Lo scenario contemporaneo della comunicazione scientifica registra, ormai da molti anni, un forte interesse (patrocinato tra gli altri dalla CRUI e dalla Commissione Europea) da parte di atenei ed istituzioni scientifiche verso lo sviluppo e lo sfruttamento di canali innovativi di editoria digitale scientifico-accademica on-line a costi sostenibili ispirati ai principi dell’Open Access (accesso aperto ai risultati della ricerca scientifica) che utilizzano meccanismi utili a rendere disponibile a tutta la comunità accademica i prodotti della ricerca in forma gratuita, a migliorare e a valorizzare l’impatto dei risultati della ricerca, ad incrementare il prestigio dell’Ateneo e a renderlo competitivo rispetto ad altre istituzioni di ricerca.

L’autore deposita («autoarchivia»), nel rispetto delle norme di copyright, il pre-print o il post-print di suoi articoli scientifici peer reviewed in corso di pubblicazione o già pubblicati su prestigiose riviste con alto IF (ma CHIUSE da abbonamento) in un archivio aperto, che può essere disciplinare (raccolta di documenti digitali afferenti ad un determinato ambito di studio) o istituzionale (deposito digitale di tutta la produzione intellettuale di un Ateneo: articoli, tesi, interventi a convegni, dispense, etc).

L’autoarchiviazione dipende unicamente dalla volontà dell’autore perché non varia le sue abitudini di pubblicazione: si continua a pubblicare sulle riviste di prestigio in cui si è abituati, riservandosi però l’opportunità di autoarchiviare la bozza dell’articolo, che così diventa da subito consultabile per tutti e a costo zero.

L’autoarchiviazione rispetta la politica di deposito stabilita dall’ente e le norme che tutelano i diritti delle opere, degli autori e degli editori.

Grazie alla compatibilità con lo standard OAI-PMH (Open Archive Initiative – Protocol for Metadata Harvesting) i contenuti di ogni articolo depositato, grazie ai metadati associati, sono interrogabili e liberamente accessibili in rete attraverso i più comuni motori di ricerca.